L’attore gallese Timothy Dalton è stato il quarto interprete di James Bond succedendo nel ruolo a Roger Moore.
In occasione del venticinquesimo anniversario cinematografico, nel 1987, James Bond cambiò così il suo volto ma, inizialmente, da parte della produzione ci fu una certa incertezza sulla scelta del nuovo interprete in quanto alcuni giudicarono Dalton un attore troppo “classico” per interpretare un personaggio così “moderno” e d’azione ma, dopo le prime riprese, tutti si convinsero che era giusto per riportare James Bond vicino al puro stile di Fleming, il suo creatore, e ridargli quella serietà e credibilità perduta negli ultimi film della serie. Molti fans di 007 ritrovarono nell’interpretazione di Dalton l’atmosfera che riportava ai tempi passati ed a partire dalla prima apparizione di Bond nel prologo alla Rocca di Gibilterra, subito si identificò l’eroe delle mille avventure precedenti ricucendo così lo strappo che la serie “Moore” aveva dato al passato.
Timothy Dalton, corrispondente fisicamente allo 007 letterario e con i suoi espressivi occhi grigio-acciaio, accettò il ruolo senza porsi troppi problemi di confronto con i precedenti attori ed anzi, cercò di darne una interpretazione più reale ed intimista proponendo un Bond dal volto umano con il ricorso alla violenza solo per estrema necessità, ispirandosi al vero personaggio dei romanzi e forse questo sarebbe piaciuto molto anche allo stesso Fleming. Al primo film seguì il secondo: “Vendetta Privata” del 1989 dove Dalton diede un’ottima prova interpretativa di un grintoso e determinato James Bond e che fu giudicato uno dei più “violenti” della serie ma che, sostanzialmente creò un primo anello di congiunzione con l’interpretazione dell’attuale Bond offerta da Daniel Craig. Nella prima avventura di Dalton: “Zona Pericolo” (1987) il nostro eroe viene equipaggiato dalla sezione “Q” di due gadgets entrati immediatamente nella classifica dei più amati in ogni tempo tra i fans dell’agente segreto inglese. Questi due accessori sono: l’automobile Aston Martin V8 ed il Keyring, il portachiavi che diventava una vera e propria arma esplosiva. La prima, in base ad un recente sondaggio della BBC inglese, è la terza vettura di 007 più “adorata” dai suoi ammiratori ricca di accessori ed armamenti. La sua cilindrata è di 5.340 cc. Motore ad iniezione con velocità massima di 248 km orari. Dispone di un motore ausiliario posteriore a reazione con lo scarico a propulsione che fuoriesce da dietro la targa. Nei rostri delle ruote, i vecchi squarcia-pneumatici sono stati sostituiti dai più efficaci raggi laser ideali per “tagliare” un veicolo in fase di sorpasso mentre dai battistrada delle gomme fuoriescono delle punte chiodate per una perfetta aderenza sulla neve e sul ghiaccio. Quest’ultima attrezzatura la ritroveremo nel 2002 nel film: “La Morte può Attendere” e rappresenterà un chiaro omaggio all’avventura di Dalton. Dai fanali antinebbia anteriori grazie ad un meccanismo azionato da una pompa idraulica, fuoriescono due micidiali missili termici mentre il mirino del lanciamissili è visualizzato sul vetro del parabrezza. Altri accessori interni sono costituiti dalla radio in grado di ricevere le onde riservate della polizia e sul quadro comandi tra i sedili anteriori, spicca di colore rosso un pulsante di autodistruzione del veicolo. Il secondo accessorio è un portachiavi elettronico dall’innocua apparenza che fischiettando qualche nota di “Rule Britannia”, l’inno della Marina Inglese, sprigiona uno spruzzo di gas in grado di intontire un nemico per 30 secondi nel raggio d’azione di un metro e mezzo e, con un fischio di ammirazione, innesca in una carica esplosiva. Attaccati ad esso una piccola serie di grimaldelli in grado di aprire circa il 90% delle serrature in commercio.
Nella seconda avventura interpretata da Dalton, la sezione “Q” fornisce soltanto un fucile “componibile” dotato di impugnatura a riconoscimento delle impronte digitali ed un falso pacchetto di sigarette che nasconde un detonatore da collegare all’esplosivo al plastico.
Piena di gadgets è invece la valigia da viaggio che porta con sé il Maggiore Boothroyd tra cui spiccano un tubetto di dentifricio Dentonite pieno di esplosivo al plastico e tra tutti una curiosa macchina fotografica Polaroid a sviluppo immediato che scatta fotografie azionando un potente raggio laser contro un potenziale nemico: ne uscirà un’immagine veramente originale.
Debbo al termine aggiungere una doverosa curiosità: in pratica, nei progetti dei produttori, l’interpretazione di Timothy Dalton nel ruolo di James Bond non avrebbe dovuto esistere perché già nel 1987, l’attore destinato ad essere il nuovo volto di 007 era Pierce Brosnan che all’ultimo momento dovette rinunciare al ruolo per adempiere ad un contratto televisivo per una serie di telefilms in corso. Timothy Dalton, rappresentava la seconda opzione di Broccoli, e l’attore gallese entrò in azione sul set di Gibilterra subito due giorni dopo la fine delle riprese del suo precedente film: “Brenda Starr”.






