Sono anni decisivi per l’Europa. Si combatte sul campo di battaglia e sul fronte dello spionaggio.
Un ufficiale della Royal Navy di nome Ian Fleming, in servizio presso il NID, l’intelligence navale all’Ammiragliato di Londra, fa parte del gruppo che escogita una brillante operazione di depistaggio a danno di Hitler, l’Operazione Mincemeat: al largo della neutrale Spagna (di fatto amica della Germania nazista) viene abbandonato il cadavere galleggiante di un ufficiale britannico che viaggiava a bordo di un aereo abbattuto, con una valigetta contenente documenti scottanti sull’imminente sbarco alleato in Sardegna.
In realtà l’ufficiale non è mai esistito, è un morto preso a prestito, con un’identità fasulla e documenti falsi confezionati apposta per trarre in inganno il servizio segreto tedesco, che recupera il corpo e gli incartamenti e cade bellamente nella trappola. E mentre il vero sbarco ha luogo in Sicilia, cogliendo Hitler di sorpresa, Ian Fleming accarezza l’idea di utilizzare le proprie esperienze nel mondo delle spie per scrivere un romanzo che faccia epoca, con protagonista un agente segreto di professione.
Gli Alleati si preparano allo sbarco in Normandia, l’Operazione Ovelord, che ha luogo nel giugno 1944 ed è il principio della fine del Terzo Reich. Anni dopo su quell’evento sarà realizzato un film, “Il giorno più lungo”, in cui tra i soldati che sbarcano su una spiaggia francese ci sarà anche un giovanotto dalle vistose sopracciglia di nome Sean Connery. Ma nel 1944 lui ne è del tutto ignaro e tutti lo chiamano ancora “Tam”, oppure “Big Tam”. E gli unici rischi che corre sono quando d’inverno si lancia a folle velocità a bordo del suo slittino nero, battezzato profeticamente “La Bara”, con la quale a dodici anni è finito contro un albero, guadagnandosi trentadue punti e una cicatrice permanente in cima alla testa. L’esperienza non gli ha impedito di tornare quanto prima sulla Bara per provare di nuovo l’ebbrezza del pericolo e della velocità.
Big Tam va ancora a scuola e continua a guadagnare qualche soldo con le consegne del latte. Prova in effetti un certo imbarazzo quando, per evitare i rischi di bombardamenti sull’edificio della scuola, le classi vengono ridistribuite in case private e Big Tam finisce proprio nella zona in cui lavora, con il rischio di essere riconosciuto come “il ragazzo del latte”. Ma il lavoro gli procura qualche soddisfazione, dal momento che ora effettua le consegne girando per la città con un carro trainato da una cavalla. I cavalli gli piacciono: impara a cavalcare, un’esperienza che gli sarà utile in futuro quando girerà film quali “Shalako” o “Zardoz”.
La guerra ha persino i suoi aspetti positivi, per chi sta lontano dal fronte.
Le ragazzine di quei tempi sono timide e per nulla disponibili, anche se tutte sono attratte da Big Tam e accorrono a vederlo quando gioca al pallone. Ma a quattordici anni il ragazzo viene piacevolmente sedotto da un’ausiliaria che gli salta letteralmente addosso, non riuscendo a resistere al giovane aitante e muscoloso, con le grandi sopracciglia e i capelli all’epoca ancora folti e nerissimi. Già allora il futuro “uomo più bello del Ventesimo secolo” risulta irresistibile per le donne.
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