Il movimento ed insegnamento del Bauhaus nacque nel 1919 in Germania, visse giorni bui nel periodo della Seconda Guerra Mondiale per poi diventare riferimento del prodotto industriale fino ai giorni nostri.
Con a capo prima Walter Gropius, successivamente Hannes Meyer e infine Mies van der Rohe, la maggior parte delle persone che ebbero la fortuna di frequentare quelle stanze e corsi divennero in qualche modo riferimento per le generazioni future e parte della storia del design. Pochi sanno che tale movimento era stato concepito non solo per istruire i giovani verso la produzione industriale, ma anche, e soprattutto, alla produzione di massa per il popolo. Una sorta di realizzazione di prodotti di design per il sociale che doveva contenere elementi funzionali con gusto architettonico, estetico e artistico a costi abbordabili da tutti. Se state pensando all’IKEA state sbagliando di grosso. L’ambizione era portare cultura e benessere a tutti grazie alle grandi capacità di produzione delle mega aziende nate durante il boom industriale d’inizio secolo. In quegli anni si era affermata in Inghilterra la corrente degli Arts and Crafts che riusciva a creare molti prodotti per la casa in maniera artigianale. In altre parti d’europa venivano fondate scuole di pensiero basate sempre sull’arte e sulla manualità, da Dusseldorf con Behrens a Stoccolma con Pankok, passando per Breslavia, Berlino e finalmente Weimar dove tutte queste esperienze vennero fuse per creare una serie di prodotti che presto sarebbero diventati i nostri classici. Molti prodotti del decennio ’20-’30 sono veri e propri pezzi d’arte realizzabili in serie. Teiere, posaceneri, poltrone e sedie concepite utilizzando materiali disponibili, unendo semplicità e l’essenza dell’architettura del tempo. Un esempio palese rimane la seduta ‘Wassily’ di Marcel Breuer che s’ingegnò nel creare una forma lineare e semplice da del tubolare piegato e poche strisce di pelle. Ispirandosi ai quadri astratti e geometrici di Paul Klee, Breuer ebbe un’intuizione che trascinò con se gran parte dei futuri designer verso la ricerca della forma funzionale con poco spreco ed utilizzo di energie. L’espressione massima di questo movimento si materializzò nel ’29, con la seduta e ottomano ‘Barcelona’ di Ludwig Mies van der Rohe. Come la Nona sinfonia di Beethoven, il concerto perfetto a Köln di Keith Jarrett, l’Odissea 2001 nello Spazio di Kubrick, oppure uno Chateau Lafit del ’83 sono alcune delle cose a cui si può paragonare la visione di questa seduta. Divenne presto denominata ‘il design degno dei re’ ed entrò a far parte dell’arredo delle nostre ‘modeste’ abitazioni. Una ventata di benessere di cui possiamo tutti godere. Grazie Ludwig.
- Stusio Zesign






