Al ritmo delle bollicine

"musica e vino"Musica e vino hanno molto in comune. Entrambi nascono da un processo creativo in cui si insegue un concetto, od una serie di concetti, che da una parte sfocia in uno spartito musicale e dall’altra in un impianto di vigna e nella realizzazione di una cantina.

Entrambi vengono poi interpretati personalmente, da musicisti o enologi, per dare vita a quel prodotto unico e mai uguale a sé stesso come un brano musicale live od una bottiglia di vino. La delicata armonia di note organolettiche necessaria alla produzione di un’ottima bottiglia di vino è parente prossima dell’affiatamento indispensabile ad una band musicale per eseguire all’unisono un grande pezzo jazz. Questa ricercata similitudine è stata interpretata con perizia dal trio Giuliano e Bruno Muratori e Francesco Iacono che ha dato vita ai due progetti Villa Crespia e Giuliano Muratori Jazz Band. Da un lato la volontà di Bruno di realizzare una cantina nel cuore della Franciacorta con l’intento di rilanciare questo territorio eccezionalmente vocato alla produzione di bollicine. Dall’altro la creatività musicale di Giuliano, laureato al conservatorio in tromba, desideroso di trovare un’espressione musicale che andasse al di là del mero aspetto sonoro. In mezzo la grande sapienza enoviticola di Francesco Iacono, alla ricerca di terroir particolarmente adatti alla produzione di grandi vini. Il risultato è un progetto grandioso ed ottimamente riuscito: Arcipelago Muratori, l’unione di quattro cantine di particolare pregio, in cui si producono vini unici assecondando la natura del territorio. Centro nevralgico di questo progetto è Villa Crespia, prima e principale isola dell’Arcipelago. In questa cantina affascinante ed altamente funzionale vengono prodotti da sei sottozone differenti sei Franciacorta DOCG diversamente armonici, ma sempre ottimamente accordati. L’idea alla base, proposta da Francesco Iacono e sposata con entusiasmo da Bruno Muratori, è quella di riproporre nel bicchiere tutte quelle sfumature, quelle note caratteristiche, che la terra di ogni singola sottozona imprime nell’uva. È stata quindi svolta un’opera corale volta alla ricerca della migliore interpretazione di quelle che sono le naturali inclinazioni della matrice d’origine, lavorandola il meno ed il meglio possibile in cantina. Proprio per questo motivo il vino simbolo della cantina, nonché il primo ad essere stato prodotto è il Numero Zero, uno Chardonnay metodo classico in purezza pas dosè, a dosaggio zero. Un ambasciatore della Franciacorta che come tutti i diplomatici ci tiene a far fare bella figura alla sua terra natia, e riesce egregiamente nell’intento. Un vino che fa assaporare appieno tutte quelle sfumature uniche del territorio di provenienza. A questo punto torna protagonista la musica. Perché partendo dalle note peculiari, dal carattere unico dei sei prodotti della cantina, Giuliano Muratori ha voluto interpretare a modo suo sei grandi classici della musica leggera. Il timbro, il ritmo ed il mood di ogni singola performance musicale è stato adattato alle sensazioni percepite degustando queste bollicine d’autore. Le note imponenti, ma tranquille, non eccessivamente strutturate e di grande respiro del Numero Zero hanno ispirato un’interpretazione di What a wonderful world di Louis Armstrong delicata ed un po’ malinconica. Lenta e leggera perché è così che si fa conoscere il Numero Zero al naso, ricca di personalità e fortemente emotiva perché questo è l’incidere del vino in bocca, con una coda lunga e persistente perfettamente intonata. Un bel modo di omaggiare la propria terra ed i frutti che ne vengono prodotti, una maniera unica di interpretare un territorio, sorseggiando dell’ottimo Franciacorta al ritmo delle bollicine.

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