L’Italia c’è, non occorre inventarla. Guardo a questo Paese, rifletto sul mio Paese e per quanto mi sembra impossibile, leggendo i quotidiani, non riesco a torgliermi dalla testa il pensiero che è veramente il più bel Paese del mondo. E’ bello!…nella sua natura, nelle sue città, nella sua lingua, nella cucina e nei vini e oggi anche nella birra!
Cosa ci mette insieme, cosa tiene unita la nostra Penisola? La diversità. Sembra paradossale e a tratti pericoloso (quando qualcuno se ne vuole appropriare), ma la diversità è quella che arrichisce le nostre tavole, i nostri viaggi, le nostre teste e certamente il nostro cuore. Come posso sintetizzare tanta diversità in poche righe? Con 100 mila chilomentri all’anno mi sento ancora impreparato a riempire questo foglio bianco e capisco che L’Italia ha ancora bisogno di essere descritta, fotografata, raccontata. Ecco il merito del nostro direttore nel dedicare a questo Paese un intero numero e a noi l’arduo compito di darvi conto di alcune chicche davvero imperdibili! E’ sufficiente salire a Pre de Pascal in Valle d’Aosta (www.predepascal.com) e godere del riflesso di una luna piena davanti al Monte Bianco sorseggiando un rosso d’annata di Ezio Voyat (genio indiscusso dell’enologia valdostana) o sedersi al Bellevue di Cogne (www.hotelbellevue.it) nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso di fronte al ghiacciaio, per capire come natura e cucina si fondono e si confondono nei piatti e nei vini raggiungendo l’ec- cellenza. Lasciarsi coccolare dalla qualità del servizio altoaltesino che sa rag- giungere livelli imperdibili come a Sarentino, piccolo comune sopra Bolzano. Già ti mette in imbarazzo la scelta tra Bad Schorgau (www.bad- schoergau.com) e Auenerhof (www.auenerhof.it) dove personalmente ho fatto le due migliori cene dell’anno! Raccontare la diversità è uno stile che Andrea Segre ha portato al cinema in Io sono lì (www.iosonoli.com). Racconta Chioggia, la mia città ,che non posso esimermi dal consigliare per la qualità del pesce, la bellezza della laguna e l’originale realtà cittadina che Tiziano e Karen rappresentano nei piatti del ristorante El Gato (www.elgato.it).
E poi le terre di Modena, Mantova e Ferrara perle rare che dopo il terremo- to hanno bisogno dell’aiuto di tutti per ripartire. Passando a Sant’Agostino (FE) da Francesco della Trattoria la Rosa (www.trattorialarosa1908.it) per comprendere cosa sia la passione e la tradizione del ristoratore; fermando- si a Modena Sud nel comune di Spilamberto per un veloce Gnocco Fritto all’Antica Trattoria Ponte Guerro (www.ponteguerro.it) e infine tuffarsi nella cucina de Il Rigoletto a Reggiolo (RE) (www.ilrigoletto.it) per capire che la cucina italiana c’è e non occorre inventarla! E infine a Roma in questi giorni si inaugura Eataly (www.roma.eataly.it), frut- to dell’ecclettico Oscar Farinetti, esempio di cosa produce la bio-diversità delle nostre regioni, dei produttori e degli chef, tutti protagonisti in quello che si preannuncia il palcoscenico gastronomico del made in Italy più im- portante al mondo. L’Italia è questa, diversa e vera perché quando ci sei non occorre invertarsi nulla!






