Helen Nonini, internazionale, entusiasta e veloce

Appuntamento alle undici e trenta, al Park Hayatt, stavo parlando con il mio amico Santo quando ad un tratto…. sbuca dal nulla. Non la co noscevo ancora, Santo invece si. Un’alzata di mano lui ed un sorriso lei. Analizzai, tra me e me, il suo modo di camminare. Ogni suo passo emanava una nobile fragranza: fascino e fermezza grazie ad un papà valtellinese da cui ha appreso il pragmatismo e da una mamma iraniana, capace di trasmetterle il senso delle bellezza. Perdonatemi se non vi ho ancora svelato il suo nome, si chiama Helen Nonini. Ai più non dirà nulla, però questa ragazza è stata la responsa bile italiana di Quintessentially, il più esclusivo Club di concierge al mondo. Il suo ruolo? Professione Problem Solver, oggi, tra l’altro, di venuto anche il titolo del suo ultimo libro, pubblicato da Il Sole 24 Ore. In pratica significa trovare una soluzione a tutto, anche all’impos sibile. Per fare questo non aveva più una vita privata, non dormiva più di tre ore al giorno, riceveva più di 700 mail in 24 ore. Tre Bberry che squillavano giorno e notte, sempre in lotta contro il tempo per far di ventare realtà anche i sogni più impossibili. Dall’organizzare una lezione privata di aerobica con Madonna al pia nificare un incontro con il Papa. Perchè Helen questa vita ai limiti delle missioni di guerra? E’ una dote naturale, se non hai una vocazione nell’aiutare le persone questa professione non la fai. Io già da piccola volevo lavorare alle Nazione Unite con lo scopo di aiutare chi necessitava di supporto. Quali sono state le sue esperienze lavorative prima di approdare in Quintessentially? Ho lavorato per otto anni nel mondo della finanza e poi, quasi fosse uno scherzo, sono partita il primo aprile del 2006 per un progetto umanitario in India. Mi sono “regalata” 18 mesi, un anno sabbatico al lungato. Per un progetto sviluppato insieme all’Università Cattolica e alla Fondazione Child Priority. Abbiamo anche sviluppato un progetto legato alle donne con la Fondazione Pinault. Mi sono occupata di tutto il processo ed oggi continuo a sostenerlo come volontaria. Poi fui chiamata direttamente da Quintessentially. Le mie doti organiz zative erano note. Iniziai da settembre 2007 e ci rimasi fino al dicem bre 2009.

E come mai decise di scrivere un libro? Per puro caso. Poi se qualcuno volesse pensare ad una strategia pre meditata libero di farlo! Tutto nacque da un’intervista che mi fece una giornalista di D di Repubblica il cui titolo fu proprio chiamate il pro blem solver. Qual è il Dna di questo suo volume uscito il 18 maggio 2011? Il backstage di una nuova professione. Infatti è la prima business novel pubblicata in Italia. Il diario di questa esperienza. I fatti riportati sono di pura fantasia e se qualcuno pensa che siano esagerati la verità è che la realtà supera la fantasia. In Quintessentially accade ogni giorno! Per chi con conosce Quintessentially qual è la metafora più corretta per farglielo capire? E’ un genio della lampada. Quello che cerchi ti trovano. E’ efficienza allo stato puro, anche nelle situazioni più disparate; anche perchè uno deve delegare non può pensare a tutto o a esser il migliore in ogni cosa che lo riguardi. Si ma a che costo? Non è solo il costo a muovere tutto! Anche in questo caso ci sono molti miti da sfatare in quanto con Quintessentially si risparmia tempo e il tempo è denaro. In molti paesi l’iscrizione è aperta. La selezione è naturale. Rimane solo chi utilizza il servizio e comprende il valore in tangibile dell’accesso all’inaccessibile. Mi faccia un esempio… C’è un concerto a cui vorrebbe partecipare e i biglietti sono finiti. Risultato? Lei per avere un biglietto chiede ad un suo amico che ha un amico e che a sua volta conosce un bagarino. A quel punto se lei fosse stato socio Quintessentially il biglietto l’avrebbe trovato magari a 50 o 100 euro in meno.

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