Un tempo gli orologi erano tutti solamente in acciaio oppure in oro giallo, con il quadrante argentè oppure (eccezionalmente) nero… Oggi invece il colore è sempre più presente nel mondo delle due lancette, merito anche dell’intraprendenza del pubblico femminile.
Uno dei luoghi comuni più scontati e meno attendibili, è quello che stigmatizza il comportamento femminile come “incline a seguire le mode”. La realtà è invece che tutti, a prescindere dal genere e dall’inclinazione sessuale, seguiamo costantemente “la moda del momento”, attenendoci spesso ai colori, alle lunghezze alle forme più in voga. La differenza è che mentre gli uomini si sottomettono inconsciamente a degli stili che non gli apparterrebbero, rimanendone “schiavi” anche a livelli decisamente alti, le donne al contrario mantengono sempre una forte capacità di discernimento tra la loro volontà e quello che gli accade intorno. In pratica il gentil sesso “sembra che non scelga”, mentre il sesso forte, al contrario, sembra sempre “che sia lui a scegliere”… ma non è così. Questo accade anche nell’orologeria. Gli uomini infatti da circa un ventennio, ovvero da un lasso di tempo lunghissimo se pensiamo che venti anni fa nasceva il World Wide Web, mentre Mark Elliott Zuckerberg, fondatore di Facebook, andava verosimilmente in seconda elementare, in tutti questi anni gli acquirenti di sesso maschile sono rimasti “ancorati” a quattro/cinque segnatempo (non facciamo i nomi, tanto li sanno tutti), sempre gli stessi, sempre con lo stesso disegno e tecnologia, facendoli diventare degli imperituri oggetti del desiderio. Cosa è successo tra le acquirenti e le utilizzatrici del gentil sesso? Innegabilmente anche le donne sono rimaste affezionate ad un parco decisamente ristretto di marchi, Cartier e Rolex su tutti, ma anche Patek Philippe, Audemars Piguet e Chopard. Però con un grande distinguo: non si sono legate ad un solo modello, tranne poche eccezioni, ma hanno di volta in volta “spaziato” seguendo il proprio gusto o le proprie inclinazioni. Il risultato è quello di un cliente “difficile”, impossibile da catture completamente, dove la proposta non sempre porta al risultato sperato oppure, al contrario, supera incomprensibilmente le aspettative. A questo si aggiunga che anche il pubblico femminile, specie quello europeo, è ormai adulto, conosce bene i grandi marchi, la loro storia, gli sforzi che stanno compiendo per garantire il massimo della qualità nel pieno rispetto della tradizione. Non a caso, modelli ad esempio dallo spirito decisamente vintage, come il Reverso della Jaeger-LeCoultre, sono ancora oggi molto apprezzati dal pubblico femminile colto, sia nelle loro versioni d’epoca che in quelle multiformi ancora oggi in produzione. Ma l’orologeria, e questo è forse uno dei suoi maggiori elementi di fascino, riesce ad esprimere personalità ed interesse non solamente nei modelli più blasonati e costosi, ma anche con delle creazioni decisamente più economiche ma non per queste prive di elementi di originalità sia tecnica che nel design. Ad esempio l’introduzione del colore nei segnatempo da polso, oggi divenuta patrimonio anche dei modelli più preziosi, si deve proprio alle sperimentazione dei cosiddetti “modaioli”, che già negli anni ’80 iniziavano a sondare terreni assolutamente sconosciuti per i fin troppo compassati e tradizionalisti designer svizzeri. Un esempio su tutti è il celebre Gucci di qualche decennio addietro, le cui lunette colorate intercambiabili fornite a corredo, e facilmente sostituibili grazie al loro sistema a vite, si adattavano perfettamente allo stile a all’umore di chi lo possedeva. Da quel momento in poi non c’è stato più nessun limite preciso alla creatività e alla voglia di inventare di un novero sempre maggiore di piccoli e grandi marchi. A rendere il tutto più semplice sono arrivati anche i nuovi materiali ad alta tecnologia ma dal prezzo contenuto, dal silicone alla resina, dall’alluminio al policarbonato, che consentono di creare dei segnatempo orinali ad un prezzo spesso contenuto in poche decine di euro. Certo, non si tratta più “dell’orologio per la vita”, anzi spesso e volentieri l’utilizzo non supera le due stagioni della durata della batteria, però la godibilità è assicurata e con essa anche il gusto di indossare qualche cosa di nuovo. Una maniera in fondo come un’altra per riappropriarci di un oggetto, l’orologio appunto, sempre più accattivante e capace di distinguerci ed al contempo anche di regalarci qualche piccola emozione. n
Magnificum di Zannetti
Quando il colore si trasforma in smalto e diventa un pezzo unico.
La collezione Magnificum è caratterizzata dalla cassa extra-large personalizzata e dal quadrante inciso e poi rifinito in smalto trasludico. Frutto della migliore perizia artigianale, questo orologio è realizzato in larga parte a mano. Soltanto la precisione dell’incisore e la perizia dello smaltatore riescono ad arrivare ad un risultato così importante ed unico, dove tecnica, esperienza, gusto, personalità e anche un pizzico di audacia si fondono insieme per realizzare un segnatempo unico nel suo genere e assolutamente inimitabile.
Collezione Magnificum Modello Regulateur Serie Limitata
Funzioni Affissione a regolatore, con le ore al dodici, i minuti al centro, i secondi continui al sei. Cassa In acciaio, diametro 47 mm, spessore 12,5 mm. Finitura della cassa: lucida e satinata. Anse di forma, con decoro esterno. Fondello in acciaio con vetro zaffiro, chiuso per mezzo di sei viti Quadrante Realizzato incidendo a mano al bulino una lastra di ottone, che viene quindi dorata o rodiata a seconda del colore dello smalto che si eseguirà in seguito. Successivamente viene applicato a caldo dello smalto colorato traslucido con due cotture diverse. Quindi viene lucidato a mano. I contatori sono applicati sempre a mano in un secondo tempo. Movimento Meccanico a carica manuale su base Unitas, modificato con una platina supplementare per la visualizzazione a regolatore. La finitura è di prestigio, con ponti ad onda di Ginevra successivamente incisi e personalizzati Zannetti.






