Squash, il tennis con meno tecnica e più velocità
Lo abbiamo conosciuto tramite i film americani, poi è arrivato da noi, lo sqush è considerato uno degli sport più faticosi e rischiosi a livello cardiaco, ritmi elevati, accellerazioni continue e rischio di scontrarsi con l’avversario o peggio con la sua racchetta.
Si gioca utilizzando una particolare racchetta simile come dimensioni a quella da tennis ma più leggera e con il piatto più picoolo, e una palla di gomma, che ha la particolarità di contenere, nel suo interno cavo, una goccia d’acqua la quale, scaldandosi con i colpi, fa aumentare l’elasticità e la velocità della palla. Il campo è chiuso e ha pareti in muratura e pavimento in parquet. Per vincere un colpo è necessario che l’avversario commetta un errore come far rimbalzare due volte la palla a terra prima di colpirla o che la mandi fuori dai limiti del campo o che sia colpito dalla palla giocata dall’avversario.
Una partita si tiene sulla distanza di cinque giochi con 11 punti per gioco e in caso di errore il punto viene aggiudicato all’avversario. Nei tornei ufficiali a squadre si utilizza un punteggio a 15.
A livello agonistico, lo squash è uno sport molto impegnativo. Vi è una fortissima sollecitazione alle ginocchia e alle caviglie. Richiede una notevolissima resistenza poiché non vi sono tempi morti per poter riprendere fiato. Oltre ad un allenamento dedicato, come per esempio il ghosting, che fornisce le basi di come ci si muove in campo simulando dei colpi finti negli angoli strategici del campo, serve anche un allenamento atletico non indifferente.
Certo se pensiamo allo sport come la possibilità di poter stare un po di tempo all’aria aperta, lo squash è un po un controsenso ma la possibilità di tirare in ogni direzione (compresa la parete di fondo in vetro), la velocità dell’azione e la forza necessaria per colpire la pallina lo rendono unico nello scaricare stress e nervosismo, in sintesi possiamo prendercela con la palla che difficilmente uscirà facendoci perdere il punto.
Certo al chiuso ma ricordiamoci che in giappone la maggior parte dei giocatori di golf non va in campo ma in giganteschi silos dove ogniuno dalla sua celletta tira la palla verso il centro…






